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Isola del Giglio, storia di battaglie e di piraterie |
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Scritto da redazione
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domenica, 08 gennaio 2006 19:34 |
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Pagina 3 di 7  | | Feritoie, Isola del Giglio Castello. | Durante la sua vita il mar tirreno era
infestato da razziatori e genti diverse che, acquisita la capacità di
navigare, si spingevano a largo fino a trovare piccole comunità
contadine da rapinare. Quando il santo eremita morì il corpo fu portato
al Giglio. Venerato appunto come un santo a lui ci si affidava ogni
qualvolta si proponeva una minaccia dal mare. Ogni qualvolta che i
saraceni tentavano di invadere l’isola il santo ispirava loro una certa
difesa. Alla fine il corpo fù portato a Civitavecchia ma al Giglio
rimase un’ ulna che fu poi inserita in un braccio d’argento custodito
attualmente nella chiesa parrocchiale di Giglio Castello.
 | | Battaglia a largo del Giglio, dipinto dell` epoca. |
Dopo
il passaggio di San Mamiliano, l’isola fu interessata da un tipo di
monachesimo eremitico. Nella località chiamata “La Bredici” vi sono i
resti di un piccolo monastero.Si arriva al 1200, in cui il Giglio
inizia ad essere popolato. La cittadella sul monte più inaccessibile e
che domina i mari a ponente ed a levante inizia a soffrire delle
scorribande dal mare. Viene così fortificata. Sotto i Pisani, la
fortezza di Giglio Castello ebbe un senso strategico. Dal mare l’isola
sembrava una balena dormiente, ma i suoi dolci declivi stimolarono la
fantasia di coloro che credevano di trovarvi ricchezze e beni da
derubare.
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Ultimo aggiornamento ( lunedì, 04 settembre 2006 21:41 )
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