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Scritto da redazione
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sabato, 14 gennaio 2006 17:35 |
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Pagina 3 di 4  | | Il Maestro Aldi | Aldi "Cecchino". Maestro, compositore e poeta. Di lui, senza dubbio le più belle canzoni folkloristiche dell' Isola del Giglio. C'è l'aria di mare nelle sue parole ..... " ... esco dal mio balcon .... o mio Giglio ti vedo più bello dal Porto al Castello dorato dal sol ... ". Ricordo un evento irripetibile organizzato dall'allora comitato festeggiamenti di S.Mamiliano. Fu allestito, nella piazza della rocca un palco illuminato. I suoi nipoti, Francesco e Noemia, cantarono tutte le canzoni popolari dell' Isola, comprese quelle dei marinai. Fu una serata bellissima soprattutto perchè la voce di Noemia era forte e chiara, voce bianca di ragazzina. Ora il maestro non c'è più, a me l'onore di averlo conosciuto, di essere andato a lezione di musica da lui, tanto, tanto tempo fa.
 | | Il Camorro, Isola del Giglio Castello. | In questo sito si parla del Camorro. Credo che tutti l'abbiano conosciuto. Parlo di tutti intendendo anche gli abitanti del Porto, che da secoli salgono al Castello, in una sorta di pellegrinaggio, per passare la nelle cantine, nei locali e in discoteca. La meta è il "Bar La Banda". Meglio conosciuto come "da Scipione". Si può aprire una discoteca hi-tech, si può aprire un locale notturno dove ci sono spogliarelliste bellissime, si può dare da bere gratis, si può organizzare qualsiasi cosa ma una capatina al Bar Da Scipione ce la fanno tutti. E lui, il Camorro, era sempre là. Estate-inverno ed inverno-estate, ogni anno. Animo sereno e semplice parlava poco, suonava l'armonica a bocca e si gustava il buon vino del Giglio, di tanto in tanto. Fumava le Gauloises senza filtro e portava la barba lunga alla Verdi. Proprietario della terra più fertile ed amena di Giglio (La Bredici) faceva un vino buonissimo. Nella sua terra c'è una sorgente d'acqua fresca, limpida, buona e perenne. Le ricerche degli archeologi dicono che là sotto si trovassero i resti di un monastero di monaci Cistercensi, primi abitatori di Giglio già nel primo medioevo. Ancora, sempre secondo la scienza corrente, se ne notano i crolli. Il Camorro ci passava le giornate. Da li ascoltava il rumore del mare poco sotto, l'aria fresca e pulita ascendere dal Serrone e dal Corvo, qualche rumore intenso di falchi e corvi. Quando si era fortunati lo si sentiva parlare con una forte cadenza Gigliese-Castellana. Questo serviva per mantenere fresco e vivo l'accento Castellano, ma anche per ricordare i vocaboli, e termini, andati da tempo, che indicano strumenti e oggetti antichi. Una cosa importantissima del Camorro è che era uno degli ultimi, se non proprio l'ultimo, a sapere come si costruiscono quelle terrazze di terra disseminate su tutta l' Isola del Giglio: le Greppe. Poteva costruire quei muri a secco che ormai sono in declino. Io vorrei che qualcuno aprisse un forum e inserisse qualche aneddoto o qualche ricordo del Camorro. Lo saluto dicendo che mi è dispiaciuto molto quando ci ha lasciati.
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Ultimo aggiornamento ( sabato, 11 febbraio 2006 19:46 )
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