| Indice degli Articoli |
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La Rocca Pisana di Isola del Giglio.
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Pag2, come rubare un castello.
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Pag.3, La Cronaca della visita.
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Pag.4, Il giorno successivo.
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Pag.5, La corte, ingresso.
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Pag. 6, La Chiesa Misteriosa
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Pag. 7, La Chiesa misteriosa 2
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Pag. 8, Le mappe
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Pag. 9, La piazzetta
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Pag. 10, I magazzini, una discesa verso le prigioni
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Pag. 11, Il Quinto Sigillo, e la salita
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Pag. 12, Il Sesto sigillo dei sovrintendenti: le terrazze superiori
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Pag. 13, Sottotetto della Fortezza
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Pag. 14, Ultimo accesso: la Fortezza vecchia.
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Pag. 15, Un ultimo torrione
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La piazzetta della Fortezza
 | | Piazzetta, l`ingresso visto da dentro. |
 | | Altra angolatura dell` archetto d`ingresso. | Dalla chiesa si entra direttamente nella piazzetta senza passare dal cancello principale. Ma il cancello principale, che nella fotografia qui alla sinistra si apre sotto l'arco più grande, è più interessante perchè presenta due oggetti misteriosi. Il primo è un vaso di terracotta decorato, ed il secondo è un foro nella roccia. Di questo secondo elemento non ho trovato documentazione, ma ve lo descrivo. Intanto c'è da notare l'arco di sinistra che contiene una scala. La scala porta ai piani superiori della chiesa. Permette di passare sotto il tetto della Rocca stessa e poi scendere dall'ingresso principale che dà sulla piazzetta, dalla parte opposta degli archi che stiamo esaminando in queste due foto ai lati. L'elemento di cui parlo è una apertura di granito con traccia del tappo. Forse messo lì per caso, forse era uno scolo di acque piovane. Comunque la foto è qui sotto. La foto successiva mostra il vaso di terracotta che fa da base d'arco. Nella terza fotografia, alla sinistra, si nota il tappo che, probabilmente, starebbe nel supporto della fotografia di sinistra. L'ingresso è intonacato, di un colore rosso. Risalente al Granducato di Toscana?
 | | Accanto al cancello d`ingresso uno strano ripostiglio. |
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 | | L`ingresso principale visto da dentro. |
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 | | Un antico vaso di terracotta a m? di capitello. |
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 | | Appena dopo l`arco d`ingresso. |
 | | Piazzetta interna dall`alto | La piazzetta è bellissima. Ad essa confluiscono otto accessi. Il primo, in senso antiorario, è quello del cancello principale poch'anzi descritto. Il secondo è l'arco accanto al principale, da cui scende una scala (fornita di sottoscala); il terzo è la porticina laterale della chiesa; il quarto è l'accesso ai magazzini-terrapieni ancora in cantiere; il quinto è simile al quarto, inaccessibile, forse la discesa verso le prigioni? Il sesto è la salita ai piani superiori (ristrutturati); il settimo è l'armeria (vedi piantina), oggi deposito di cianfrusaglie scoperte durante le operazioni di restauro; l'ottavo è l'accesso all'area d'ingresso dei piani superiori, svenduti un tempo, ai privati e quindi inaccessibili. Al centro c'è una cisterna. Al Giglio, all'epoca delle incursioni corsare, ci si doveva chiudere nel paese. La fortezza, come pure il resto del centro abitato (la Terra di Giglio), aveva una propria cisterna. Nel centro della piazza notiamo l'apertura della cisterna. Notiamo una 'cote' rotonda, forse lasciata dalle epoche della costruzione. Nel centro della piazzetta, in bella mostra, troviamo un vaso di terracotta.
 | | Particolare del vaso e della cisterna. |
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 | | La parete della chiesa con la porticina. |
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 | | Parete della chiesa che d? nella piazzetta |
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La piazzetta della Rocca, che luogo affascinante! Che meraviglia! Me la sono immaginata tutta pulita e sgombra, magari con un pò di piante e di fiori. Mi è ritornato alla mente San Gimignano. Terra ben più famosa e ricca. Sicuramente i sovrintendenti dei "Beniculturali.it" non si sarebbero mai permessi di chiudere una fortezza come la Rocca Pisana dell' Isola del Giglio, se essa si fosse trovata nel bel mezzo del Chianti, oppure nei pressi di Siena. Questo, onestamente, devono ammetterlo. Inoltre invenzioni per finanziare i progetti di recupero se ne possono fare. Come, per esempio, è successo in aree più civicamente evolute, non molto lontane: in Emilia-Romagna. Là il comune di certi piccoli paesi, per finanziarsi, ha creato delle piccole attività che dà in gestione diretta. Da noi prendere in affitto beni comunali sembra impossibile. Ma preferirei prenderci il gelato, di sera, con le luci soffuse, in quella bella piazzetta, piuttosto che chiusa dal ministero. Magari sulle terrazze potrebbe nascere un bel ristorante. Nel paese dove abitavo, Zola Predosa (Bologna), il comune aveva creato un chiosco attrezzatissimo. Il gestore versava al comune una somma "DI MERCATO" alla fine della stagione estiva. Ci vuole tanto? Con quei soldi sapete quante cose si possono fare? Ma è troppo complicato in Toscana, lo so, in effetti, il risultato è sotto i nostri occhi, ora.
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