| Indice degli Articoli |
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La Rocca Pisana di Isola del Giglio.
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Pag2, come rubare un castello.
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Pag.3, La Cronaca della visita.
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Pag.4, Il giorno successivo.
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Pag.5, La corte, ingresso.
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Pag. 6, La Chiesa Misteriosa
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Pag. 7, La Chiesa misteriosa 2
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Pag. 8, Le mappe
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Pag. 9, La piazzetta
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Pag. 10, I magazzini, una discesa verso le prigioni
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Pag. 11, Il Quinto Sigillo, e la salita
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Pag. 12, Il Sesto sigillo dei sovrintendenti: le terrazze superiori
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Pag. 13, Sottotetto della Fortezza
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Pag. 14, Ultimo accesso: la Fortezza vecchia.
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Pag. 15, Un ultimo torrione
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La Chiesa Misteriosa
Nelle fotografie qui sotto viene mostrata la Chiesa. Tenendo conto del fatto che le chiese dell' Isola del Giglio sono recenti, o recentemente ristrutturate, l'unica chiesa veramente fedele allo stile dell'epoca della costruzione del castello è quella della Rocca. Già l'ingresso ricorda antichi splendori. La porta della chiesa è stata ribassata, come si vede nella foto di pag. 5, ma in origine l'intento era di costruire una chiesa in piena regola. Secondo alcuni studiosi in origine la rocca era un monastero. La Chiesa della "Fortezza" non poteva esistere così grande per una struttura militare, inoltre la "Pieve" (chiesa di giurisdizione maggiore nella Toscana dell' epoca) era quella di "San Pietro". La chiesa interna alla Fortezza è dedicata alla SS Trinità, in seguito trasformata, però, in luogo di deposito armi e sconsacrata. La Rocca era nata come monastero (ipotesi di Virginio Magi 1671) e poi, dopo il ripopolamento, modificata come fortificazione, tribunale e prigione del Castello. Allora il Castello di Giglio si chiamava "Paese", la parte inferiore del centro abitato era chiamata "Terra", la parte superiore, la Rocca, era chiamata "Fortezza". Ma torniamo alla chiesa. E' bellissima e, come la Fortezza stessa, costruita con blocchetti regolari di granito, posizionati a filarini con chiaro intento di rimanere senza intonaco. Laddove ci sarebbe stato intonaco le pietre sono assemblate senza generare linee rette. Avendo abitudine, noi Castellani, di vedere le mura (un tempo intonacate) con pietre posizionate senza generare linee, abbiamo avuto meraviglia ed ammirazione, per le pareti della chiesa e per il lavoro certosino dei nostri antenati "scalpellini". All' Isola del Giglio non conosco costruzione di granito eseguita con tale principio di linearità.
Erano pareti di fortezza e quindi notiamo sopra l'ingresso principale, nella prima immagine qui in alto, l'apertura che serviva a generare uno scambio d'aria. La chiesa della Rocca appare sprofondata nell'oscurità. Era cosa voluta? O dipendeva da esigenze difensive? E perchè una chiesa così grande proprio dentro una fortificazione? Era forse la chiesa dell'antico e misterioso monastero? E che famiglia di monaci aveva eretto una siffatta struttura? Interrogativi che troveranno risposta solo dopo che più persone avranno eseguito degli accurati studi. Al momento, essendo l'accesso chiuso al pubblico, l'intuizione della verità è riservata a pochi singoli personaggi.
Nella fotografia centrale, qui sopra, notiamo l'arco a tutto sesto che termina con un capitello di granito. Il capitello opposto a quello della fotografia è scheggiato, forse a causa del trasporto di materiali. Nella fotografia di destra invece, notiamo alcune scale che conducono ad un' uscita. L'uscita che dà nella piazzetta centrale. Fate riferimento alle mappe che allego alla fine di questo articolo. Da questa porta si passa alla piazzetta centrale, in fondo alla chiesa c'è un accesso che porta ai magazzini sottostanti la chiesa e verso le prigioni. La terza uscita è in alto. Manca una scala di legno? Oppure era solo una presa di luce? Comunque sopra la chiesa ci sono i magazzini ed alla fine un terrazzo. Dalla terza uscita, in alto, come potete vedere nelle foto qui sotto, si accede al altre stanze che proseguono lungo la linea della parete posteriore della Rocca.
 | | In alto, dietro al luogo dell` altare, due uscite. |
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 | | Uscita al piano terra ed uscita al piano superiore. |
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 | | Ingresso ai magazzini superiori, forse manca una scala di legno? |
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