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Vecchia pagina della poesia
Ben sapeva io che natural consiglio ... Francesco Petrarca nel Canzoniere, sonetto 69, contempla la "...riva Toscana tra l'Elba e 'l Giglio...". Forse avrà visto di lontano le isole dell'arcipelago e si sarà incantato. A noi piace saperlo così, assorto all'orizzonte magari durante un tramonto che fà battere il cuore. Qui ci sono le persone, persone che hanno dato il carattere, colore e sapore a questa piccola e meravigliosa Isola. Vediamo una fotografia del costruttore di cappelli di ginestra, con un anziano signore dopo una scalinata nel Castello. Poi alla "Cisterna", spesso mettono a stagionare dei "Cestoni". Al Giglio si produce l'Ansonaco, un secco vino ambrato e forte. L'uva matura viene raccolta e portata in paese dalle zone più impervie dell'isola. E durante la vendemmia il Castello si riempie di odori e colori che ne aumentano la magia. Allora capita di trovare per i vicoli delle botti pronte a contenere lo strabiliante nettare. Non si può partire dal Giglio senza averne assaggiato un pò. La tranquillità del Castello. Godersi il fresco della sera in armonia con le mura antiche, a cena, dopo una giornata passata in mare .... nessuno passa dal Giglio senza fermarsi una serata al Castello. E diteci se il buon vino, la buona compagnia, la buona cucina ed il relax non sono poesia! Al Castello ci sono vari ristoranti e presto uscirà una bella trattazione a tal proposito. Comunque, anche se i vari ristoratori non soffrono la concorrenza e non sono in competizione, sono tutti bravi ed i loro locali delle vere e proprie gallerie d'arte culinaria. Quanti si sono sentiti dire dai passanti (Gigliesi) che al Giglio 'si mangia bene dappertutto'!? A Giglio Porto addirittura si cena sul mare ... Quindi al Porto al Campese ed al Castello tutto pesce fresco e tutta ottima cucina. Certo ci sono dei mesi e delle ore di punta, ma ... basta saperli evitare ... Il mare come confine della solitudine
Alcuni colgono l'emozione del falco ... quella cosa che in certe giornate in cui il cielo è del suo colore migliore deve provare un falco ... che vede bene. "Qui a Bologna per esempio si passano a volte, tre settimane od un intero mese prima di vedere il cielo azzurro e poi in definitiva il cielo non è quasi mai azzurro perché d'estate evapora pure la pianura, per questo siamo venuti a fare trkking qui all' Isola del Giglio." Perciò, mica sempre sul mare si ritrova lo spirito migliore, quell'euforia di un tempo. A volte una bella rupe, dico proprio una rupe a picco sul mare! Ed il tuo sguardo s'infila nell'acqua fino al fondale, tanto che vedi gli scogli!!
Tempesta "La tempesta. Quella cosa che scuote ed impaurisce i pescatori. Quando la vedono arrivare cercano di capirne la provenienza, e se viene da sud magari è più pericolosa di quando invece viene da est. Poi le nuvole si raggruppano ed a volte si dileguano. Sembrano vive e sembra che tu non riesci a scappare quando ti inseguono, tanto sono grandi. Poi se le vedi alte sopra di te devi affrettarti ad entrare in porto. Quando sono troppo basse a volte non vedi l'orizzonte e perdi l'isola. Ce ne sono varie di isole, ogn'una di esse ha un approdo, solo Montecristo sembra lontana, silenziosa, impraticabile. Le altre sono come panfili pieni di vita. A Giannutri invece c'è meno vita ma molta, molta più intimità. E quando le tempeste sono sopra Giannutri a noi del Giglio ci viene in mente che se fossimo laggiù ce ne staremmo nell'osteria a bere del vino buono ed a giocare a carte ...."
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