| Archeologia a Isola del Giglio |
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| Scienza - COEG - Bacheca Scientifica | |||||||||
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Appassionati di archeologia? ..... leggete un pò qui! Il Centro di osservazione ecologica del GIGLIO (COEG), in questo spazio si propone di divulgare interessantissime ed importanti scoperte archeologiche. L'Isola del Giglio vicina alla terraferma, abbellita da scogliere di granito, ricoperta da una rigogliosa vegetazione è stata in epoche antichissime meta di visitatori. Gente di mare come nobili e ricchi personaggi della Roma bene si rifugiavano in questa oasi di tranquillità. In questa pagina inseriremo costantemente le ricerche del COEG al fine di sensibilizzare l'opinione pubblica del fatto che l' Isola del Giglio è fonte costante di scoperte archeologiche e, sebbene vi siano spazi di proprietà pubblica, immobili pressochè abbandonati, gli organi ufficiali preposti alla gestione non hanno mai organizzato mostre culturali come ad esempio un museo o, meglio, una pubblicazione esauriente. Per questi motivi sono bene accette fotografie che dimostrino quanto l'incuria distrugga il patrimonio archeologico dell'Isola, unico testimone dei tempi in cui si andava per mare a remi. GLI STRANI BOLLI IMPRESSI SUI MATERIALI DA COSTRUZIONE DI EPOCA ROMANA
IGILIVM CO MAGNI DOMITII I due bolli nelle figure, impressi su lastre di cemento, costituito da un impasto di pomice e calce, furono rinvenuti a Giglio Porto durante gli scavi per la costruzione della scuola elementare. Lo spessore delle lastre ? di circa 4 cm ed il colore, grigio chiaro. Probabilmente spezzoni di condotte d'aria calda per un calidarium.
La strana forma, quasi una mezzaluna, degli stampi ? quella che di solito si ritrova anche sui laterizi e non ha ancora ricevuto un'adeguata spiegazione. Una semplice spiegazione ? la seguente: la forma della bolla dovrebbe essere il risultato di due imprimiture successive, la prima lasciata da un cerchio con caratteri mobili, per legge in
uso dalle ditte, e la seconda da un timbro pure circolare, impresso sulla destinazione dagli incaricati del fisco, a mo' di vidimazione, come oggi si annulla un francobollo.
Se si osserva il piccolo timbro circolare, relativo alla merce inviata al Console Domizio, ? possibile intravedere la faccia barbuta di un vecchio, che ricorda alcune pitture pompeiane. Tali rifiniture avvalorano l'ipotesi che l'insediamento di Proculo sia precedente a quello degli Enobarbi. In definitiva, quando Giulio Cesare parla di "privati cittadini", nel passo dei Commentarii de bello civili: Giunto l?, viene a sapere che Pompeo aveva mandato in Spagna Vibullo Rufo, che pochi giorni prima, pur avendolo catturato, aveva lasciato andare da Corfinio; e che parimenti Domizio era partito per occupare Marsiglia con sette navi celeri, che, requisite a privati cittadini nell'isola del Giglio e nel territorio di Cosa , aveva equipaggiato con i suoi servi, liberti e coloni...
vuol dire che era gi? ben informato e da tempo, sulla colonizzazione romana del Giglio. EdeF NOTE: 1) Decimo Giunio Giovenale, Satira I, pag. 40, Ed. BUR, 2002.
2) I Commentarii de bello civili furono composti dall'autore quando ormai le operazioni militari, in Gallia,erano concluse, nel 45 a.C, e con uno spiccato intento apologetico: quello di mostrare come egli fosse stato costretto, a intraprendere una guerra civile, dagli avversari, che lo avevano spogliato di ogni potere. 3) Cesare scrive in terza persona, per essere pi? convincente. 4)Una cittadina di origine etrusca, presso l'attuale Orbetello. I motivi floreali e geometrici, in encausto, qui riportati, decoravano le stanze della villa romana situata nelle vicinanze del porto del Giglio. La ricca residenza estiva risalente alla seconda met? del i secolo a.C. apparteneva al console lucio domizio enobarbo, nonno dell'imperatore Nerone. Questa interessante zona archeologica dell'isola non ? stata ancora studiatacon la dovuta scrupolosit? dagli enti preposti alla cura dei beni culturali. |
Visionate le fotografie!!!
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