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Isola del Giglio Castello
Andiamo al Castello, villaggio di origine contadina, ove si respira quel classico Medioevo delle cittadelle fortificate Toscane. Il dolce fresco della sera contribuisce a rendere indimenticabile la vacanza. Inoltre i Ristoranti tipici e le locande sono incorniciate dall'ottimo vino Ansonaco locale e dalle bellissime canzoni. Anche di giorno ci si può rifugiare là ed i venti marini del pomeriggio alleviano la calura. {mosimage}Quando la nebbia marina scavalca la montagna, quando le nuvole vengono e vanno, un anno dopo un anno, e gli uccelli migratori dal sud si ripropongono verso nord, e quando i tramonti sono tersi e quando ... anno dopo anno, il Giglio si riaccende bagnato dalla pioggia, bagnato dalla pioggia. E poi, dopo mesi di vento e temporali, ecco la pace della primavera. Allora, nel silenzio delle calette, si sentono starnazzare i gabbiani in amore. A volte è strano osservare il mare ed i gabbiani sulle scogliere e nello stesso tempo intravedere quello che d'inverno ci ha messo tremore: il Castello. Qui in questa foto è successo lo stesso. Il Castello fà da sfondo alla caletta nei pressi dell' Arenella.
{mosimage}Le bocche di sfogo dei liquami bollenti. All' ingresso del Castello di Isola del Giglio ci sono queste due aperture. Servivano, nelle incursioni barbaresche, in fase di difesa. Veniva gettato olio bollente ed altri elementi. Si sa che l'olio bollente è facilmente infiammabile ...
{mosimage}Una foto scattata nel 1987 quando il parroco della chiesa di Giglio Castello era Don Andrea. Mostra un vecchissimo carro funebre, forse inutilizzato dal dopoguerra. Che fine abbia fatto il carro funebre misterioso non lo sò. Il parroco stava ripulendo i magazzini della chiesa quando ha tirato fuori questo carro. Io, ricordo, lo fotografai ma non mi soffermai più di tanto a chiedere delucidazioni. Adesso sò che c'era un carro funebre da mulo all' Isola del Giglio.
{mosimage}Una delle tante immagini del Castello, una famiglia di case abbracciata da una cinta muraria del 1200.
{mosimage}{mosimage}La Torre Maestra di Isola del Giglio Castello. Ripresa più volte nelle gallerie di questo sito. Sotto una successiva immagine delle feritoie del Castello all'ingresso del medesimo.
{mosimage}La via principale del Castello, o Terra di Giglio come veniva chiamato nei secoli scorsi, sale su per gli scaloni (péi 'pesci: forse ci vendevano il pesce?), e passa nella piazza superiore. Questa foto ritrae l'abitazione nella quale viveva l' ultimo calzolaio del Castello: Di Fatta, un simpatico amico che ricordo con affetto.
{mosimage}{mosimage}La vendemmia. Non è lo spazio del vino del Giglio ma dei vicoli del Castello. Quindi, qui, basti sapere che durante i giorni della vendemmia, dato che le botti e le attrezzature per vinificare sono tradizionalmente al Castello, usualmente ci si imbatte nelle botti messe ad asciugare fuori dalle cantine.
{mosimage}Per ulteriori delucidazioni sulla Rocca e sulle sue origini si veda l'articolo nella sezione "STORIA". Quello ritratto qui in questa fotografia è il portacampana della chiesa interna dedicata alla SS Trinità.
{mosimage}In questa diapositiva è rappresentato l'ingresso principale del Castello costruito, secondo alcuni storici, con le pietre della torre interna, altissima ma demolita per farne "Fabbrica" di nuove strutture murarie.
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