Introduzione - Folklore

 

Banda di Bacco - 1981

Ma all'Isola del Giglio si festeggia ....

 

 
00130 s mamiliano notte

La piazza si riempie di gente in festa, la musica si espande e tutti sono allegri fino a notte fonda. I chioschi vendono vino locale, vino forte e secco, perché la festa sia più festa.

La piazza gremita per le festività di San Mamiliano. Isola del Giglio Castello, tanti anni fa. C'erano tanti giovani ed il turismo era veramente qualcosa di indescrivibile. C'era euforia, voglia di divertirsi,  si capiva che ancora non c'era la crisi economica. Adesso la gente ha paura, non si muove, le piazze sono semivuote, e quando San Mamiliano non è di week end, stenta a decollare come partecipazione. Ricordo che un anno erano avanzati i soldi. Era stato l'anno di massima presenza turistica al Giglio. Beh, l'allora Fondazione San Mamiliano fece i fuochi d'artificio anche a capod'anno, l'unica volta nella storia. Fu bellissimo, c'erano anche i figli di Nanni Danei dalla Germania, Tore ed Alexander. Ricordo ancora l'euforia quando gli organizzatori ci fecero una sorpresa. Erano anni che si presentavano complessi e gruppi musicali di liscio. Quell'anno fù strepitoso. Vennero dei suonatori rock, suonavano i Dire Straits, gli U2 e tanti altri. Se lo ricordano bene Roberto Pini e Massimiliano Botti.  Di San Mamiliano la piazza si riempie di gente in festa, la musica si espande e tutti sono allegri fino a notte fonda. I chioschi vendono vino locale, vino forte e secco, perché la festa sia più festa.


 

Isola del Giglio - San Lorenzo

Il palio marinaro di Giglio Porto in occasione della festa di San Lorenzo patrono. C'è una sezione apposita.


 

pizzeria castello


Una cenetta a Giglio Castello prima del famoso Jazz estemporaneo .... sempre su questi schermi. Cliccate le foto, in tutto il sito www.isoladelgiglio.com le foto si ingrandiscono a centro pagina.

Isola del Giglio - Jazz per strada
pipa


Qui sopra un personaggio storico. Anche se non gigliese, ha allettato, illuminato, dilettato e divertito tutti i passanti per di là con la sua musica ed il suo umorismo. Tutte le sere in Agosto trasformava una normale serata in una grandiosa serata jazz. La sua musica era ricca di melodia, personalità, particolarità, era bellissimo quando improvvisava. Ogni sera usciva con uno strumento diverso. E' il personaggio musicale più grande che abbia mai conosciuto, e credo che non ne incontrerò mai più. Ha ricevuto l'onoreficenza della comunità castellana per quello che ha fatto per noi e per il nostro paese. E, oltre ai riconoscimenti, ha raccolto negli anni il nostro sincero affetto.


 

sanlorenzo fuochi HDR - Isola del Giglio

 

La festa di San Lorenzo il 10 Agosto a Giglio Porto. Il porto si riempie di gente, moli straboccanti e ragazzini assiepati in ogni dove. Suoni di incitamento e striscioni colorati fanno di questa festa un'autentica parata di marinaresche. Visitate il Giglio in quel periodo. Di solito c'è una settimana di festeggiamenti ed i colori delle contrade riempiono ogni luogo del cerchio di case.

Poesia

Vecchia pagina della poesia

 

Ben sapeva io che natural consiglio ...

Francesco Petrarca nel Canzoniere, sonetto 69, contempla la "...riva Toscana tra l'Elba e 'l Giglio...". Forse avrà visto di lontano le isole dell'arcipelago e si sarà incantato. A noi piace saperlo così, assorto all'orizzonte magari durante un tramonto che fà battere il cuore.

Qui ci sono le persone, persone che hanno dato il carattere, colore e sapore a questa piccola e meravigliosa Isola. Vediamo una fotografia del costruttore di cappelli di ginestra, con un anziano signore dopo una scalinata nel Castello. Poi alla "Cisterna", spesso mettono a stagionare dei "Cestoni".

Al Giglio si produce l'Ansonaco, un secco vino ambrato e forte. L'uva matura viene raccolta e portata in paese dalle zone più impervie dell'isola. E durante la vendemmia il Castello si riempie di odori e colori che ne aumentano la magia. Allora capita di trovare per i vicoli delle botti pronte a contenere lo strabiliante nettare. Non si può partire dal Giglio senza averne assaggiato un pò.

La tranquillità del Castello. Godersi il fresco della sera in armonia con le mura antiche, a cena, dopo una giornata passata in mare .... nessuno passa dal Giglio senza fermarsi una serata al Castello. E diteci se il buon vino, la buona compagnia, la buona cucina ed il relax non sono poesia! Al Castello ci sono vari ristoranti e presto uscirà una bella trattazione a tal proposito. Comunque, anche se i vari ristoratori non soffrono la concorrenza e non sono in competizione, sono tutti bravi ed i loro locali delle vere e proprie gallerie d'arte culinaria. Quanti si sono sentiti dire dai passanti (Gigliesi) che al Giglio 'si mangia bene dappertutto'!? A Giglio Porto addirittura si cena sul mare ... Quindi al Porto al Campese ed al Castello tutto pesce fresco e tutta ottima cucina. Certo ci sono dei mesi e delle ore di punta, ma ... basta saperli evitare ...

Il mare come confine della solitudine
A volte siamo soli in mezzo alla gente, a volte siamo in compagnia eppure ci sentiamo perfettamente soli. Niente da dire, tutto vero, ed è altresì vero che uno spirito fondamentalmente sensibile ricerca quel confine della solitudine che mai trova e che alimenterebbe i suoi sogni. Una solitudine fatta di contorni in movimento mai troppo silenziosi ed anzi a volte rumorosi spinti dagli eventi, come un mare in tempesta. Di quei movimenti d'onda qui si parla di quegli anfratti dell'anima da alimentare o da riscoprire. Per questo ci concediamo degli attimi di solitudine, riservata e nascosta solitudine. Può essere in una palestra della città? Dove si è soli ma in mezzo ad infinite tristezze? Oppure in un bar del centro o in una locanda di periferia affumicati dallo smog e ossessionati dall'ansia delle targhe alterne? Questo vuol dire essere soli ed autoalimentarsi? Qualcuno potrebbe dire che alimentare lo spirito è semplice basta leggere sulla poltrona oppure accendere la musica classica in macchina durante la coda. Va bene. Ma avete mai provato su uno scoglio dalle sei al tramonto, verso ponente? Lo avete mai fatto?

 

Alcuni colgono l'emozione del falco ... quella cosa che in certe giornate in cui il cielo è del suo colore migliore deve provare un falco ... che vede bene. "Qui a Bologna per esempio si passano a volte, tre settimane od un intero mese prima di vedere il cielo azzurro e poi in definitiva il cielo non è quasi mai azzurro perché d'estate evapora pure la pianura, per questo siamo venuti a fare trkking qui all' Isola del Giglio." Perciò, mica sempre sul mare si ritrova lo spirito migliore, quell'euforia di un tempo. A volte una bella rupe, dico proprio una rupe a picco sul mare! Ed il tuo sguardo s'infila nell'acqua fino al fondale, tanto che vedi gli scogli!!

 

Tempesta

"La tempesta. Quella cosa che scuote ed impaurisce i pescatori. Quando la vedono arrivare cercano di capirne la provenienza, e se viene da sud magari è più pericolosa di quando invece viene da est. Poi le nuvole si raggruppano ed a volte si dileguano. Sembrano vive e sembra che tu non riesci a scappare quando ti inseguono, tanto sono grandi. Poi se le vedi alte sopra di te devi affrettarti ad entrare in porto. Quando sono troppo basse a volte non vedi l'orizzonte e perdi l'isola. Ce ne sono varie di isole, ogn'una di esse ha un approdo, solo Montecristo sembra lontana, silenziosa, impraticabile. Le altre sono come panfili pieni di vita. A Giannutri invece c'è meno vita ma molta, molta più intimità. E quando le tempeste sono sopra Giannutri a noi del Giglio ci viene in mente che se fossimo laggiù ce ne staremmo nell'osteria a bere del vino buono ed a giocare a carte ...."

 

Personaggi di Giglio Castello

Personaggi di Giglio Castello

 

ma"I personaggi dell' Isola del Giglio, uomini che conservano ricordi, mondi ormai troppo cambiati, vecchie strutture scomparse come per esempio la miniera oppure vicende legate alla guerra. Uomini che hanno saputo conservare antichi manufatti, antiche modalità di costruire oggetti come i muri a secco (Greppe) del "Camorro", oppure i cestoni di "Cicio" e di "Mario di Stoppetta", i loro "Graticci". Anche le Nasse fatte a mano dei pescatori del Porto, i rammendi secolari delle reti ... un mondo che si ricorda in cantina con un bottiglione di vino e tante risate. A volte questi personaggi si ritrovano con gli strumenti musicali con due pesci sott'olio... a volte si perdono ... lontani ... e non tornano più. Per questo ho sempre cercato di vivere le loro esperienze, di parlare con loro del passato, della storia di questo paese, di questa nazione. Ho sempre cercato di non sprecare nemmeno una goccia del loro sapere, fin dai tempi del mio bisnonno, fin dai tempi delle barche a vela quando le parole sapevano di sale."


{mosimage}Uomini che hanno segnato il tempo, scomparsi ormai da anni. Qui vediamo Mechino di Gambelli accanto a Valentino Zancanella. Mechino di Gambelli era particolare per il suo silenzio, per il suo affrontare i sentieri fino all'ultimo. Lo vedevo durante le escursioni. Maestro nel creare quei cappelli di ginestre, proprio come si fa per i "Graticci", ed umile nel vestire credo sia uno dei ricordi del Castello che deve essere conservato.

 

Slide personaggi Isola del Giglio
{mosimage}
{mosimage}
{mosimage}


{mospagebreak}

{mosimage}Massimo Stefanini. Certamente è la persona più simpatica del Giglio. Chi può dire di no? Non esistono pari! Potete usare il forum e dimostrare che non è vero, non avrete argomenti. Oggi i giovani e giovanissimi sono malati di discoteca e di sostanze rilassanti (...). Dovrebbero soffermarsi cinque minuti sul murello del senato con questo personaggio! Con lui si impara ad apprezzare la vita semplice, ma mica è semplice la sua vita! Per vita semplice intendo quella dell'isolano. Amante della cantina di chiacchiere e risate con gli amici. Poi visita la Cina .... proprio nei momenti più delicati! Quindi è per niente un uomo semplice. Stare vicino a Massimo dà quello che si ottiene da una settimana di ferie. Per non parlare delle imitazioni e della sua profonda conoscenza dei personaggi Castellani, andati ormai, ed ancora in vita. La mattina prima di aprire la sua bottega si concede un caffè con il compar Gigi. E da questo si vede l'attaccamento che ha per la sua isola. Il suo senso dell'umorismo è spiccato e delicato che basta uno sguardo per capire cosa intende dire. Tutti con lui si divertono .... Castellani Portolani .... Campesai! Non ho mai conosciuto alcuno nel mondo che abbia detto che è antipatico. Ha una bellissima moglie ed un padre adeguato al suo spessore. Angiolino, che qui ancora non è ritratto ma andiamo a caccia di una sua foto, è una delle persone più gustose e simpatiche del Castello! Bisognerebbe pagarli per starci vicino, ma sono sfuggenti, gran lavoratori perciò è difficile trovarli.

{mospagebreak}

{mosimage} Aldi "Cecchino". Maestro, compositore e poeta. Di lui, senza dubbio le più belle canzoni folkloristiche dell' Isola del Giglio. C'è l'aria di mare nelle sue parole ..... " ... esco dal mio balcon .... o mio Giglio ti vedo più bello dal Porto al Castello dorato dal sol ... ". Ricordo un evento irripetibile organizzato dall'allora comitato festeggiamenti di S.Mamiliano. Fu allestito, nella piazza della rocca un palco illuminato. I suoi nipoti, Francesco e Noemia, cantarono tutte le canzoni popolari dell' Isola, comprese quelle dei marinai. Fu una serata bellissima soprattutto perchè la voce di Noemia era forte e chiara, voce bianca di ragazzina. Ora il maestro non c'è più, a me l'onore di averlo conosciuto, di essere andato a lezione di musica da lui, tanto, tanto tempo fa.

 

 


{mosimage}In questo sito si parla del Camorro. Credo che tutti l'abbiano conosciuto. Parlo di tutti intendendo anche gli abitanti del Porto, che da secoli salgono al Castello, in una sorta di pellegrinaggio, per passare la nelle cantine, nei locali e in discoteca. La meta è il "Bar La Banda". Meglio conosciuto come "da Scipione". Si può aprire una discoteca hi-tech, si può aprire un locale notturno dove ci sono spogliarelliste bellissime, si può dare da bere gratis, si può organizzare qualsiasi cosa ma una capatina al Bar Da Scipione ce la fanno tutti. E lui, il Camorro, era sempre là. Estate-inverno ed inverno-estate, ogni anno. Animo sereno e semplice parlava poco, suonava l'armonica a bocca e si gustava il buon vino del Giglio, di tanto in tanto. Fumava le Gauloises senza filtro e portava la barba lunga alla Verdi. Proprietario della terra più fertile ed amena di Giglio (La Bredici) faceva un vino buonissimo. Nella sua terra c'è una sorgente d'acqua fresca, limpida, buona e perenne. Le ricerche degli archeologi dicono che là sotto si trovassero i resti di un monastero di monaci Cistercensi, primi abitatori di Giglio già nel primo medioevo. Ancora, sempre secondo la scienza corrente, se ne notano i crolli. Il Camorro ci passava le giornate. Da li ascoltava il rumore del mare poco sotto, l'aria fresca e pulita ascendere dal Serrone e dal Corvo, qualche rumore intenso di falchi e corvi. Quando si era fortunati lo si sentiva parlare con una forte cadenza Gigliese-Castellana. Questo serviva per mantenere fresco e vivo l'accento Castellano, ma anche per ricordare i vocaboli, e termini, andati da tempo, che indicano strumenti e oggetti antichi. Una cosa importantissima del Camorro è che era uno degli ultimi, se non proprio l'ultimo, a sapere come si costruiscono quelle terrazze di terra disseminate su tutta l' Isola del Giglio: le Greppe. Poteva costruire quei muri a secco che ormai sono in declino. Io vorrei che qualcuno aprisse un forum e inserisse qualche aneddoto o qualche ricordo del Camorro. Lo saluto dicendo che mi è dispiaciuto molto quando ci ha lasciati.

{mospagebreak}

 

 

 


 

Slide personaggi di Isola del Giglio
{mosimage}
{mosimage}
{mosimage}
{mosimage}
{mosimage}
{mosimage}
{mosimage}
{mosimage}
{mosimage}


 

{mosimage}
{mosimage}
{mosimage}

 

{mosimage}{mosimage}{mosimage}{mosimage}{mosimage}{mosimage}{mosimage}{mosimage}{mosimage}{mosimage}{mosimage}{mosimage}