IMPERMANENZA

Un romanzo di Marcella Ansaldo

IMPERMANENZA


Marcella Ansaldo, Gigliese.

Vive a Firenze dove insegna la cultura Toscana e la cucina tipica Italiana agli stranieri.


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Edito da Effequ, il libro, di misura fra tascabile ed il taglio normale, si presenta con una meravigliosa fotografia che fascia la copertina. La scelta dell’immagine non è casuale. Il luogo della ripresa è un approdo e sullo sfondo si vedono “Le Scole” con un tratto di costa.

Le figure ritratte, per le posture, abiti ed espressioni ci portano indietro nel tempo come se noi, spettatori di un film, fossimo seduti in una macchina del tempo. Mai una fotografia così bella aveva parlato tanto di Giglio nelle pubblicazioni che si possono reperire sul mercato. I personaggi sono vari, probabilmente una famiglia. Le donne sono intrise di quel fascino e quella bellezza antica che non si penserebbe “propria” di una popolazione “isolata”. Le espressioni del loro viso tradiscono la curiosità per una macchina “moderna”: la macchina fotografica. Ammirare questa foto mi ha fatto sentire un forte desiderio di essere là, con loro, con i personaggi del romanzo. Mi ha dato anche una sensazione di benessere derivante dal fatto che nell’isola non c’erano solo pescatori ed uominisemplici di campagna. Ma “gente Gigliese” che intrecciava storie, ricordava affetti, tesseva trame, ordiva tranelli, cattiverie e descriveva amori. Amori che ritroviamo poi nelle canzoni dei pescatori che sono partiti per mare, dei naviganti di oceani lontani, di gente che non tornerà mai indietro.

Ma prima di arrivare alla storia vorrei fare una ultima considerazione.

Il libro è importante, nella letteratura della nostra comunità, perché è il primo ad accompagnare il lettore al passato ed alle tradizioni dei Gigliesi, con il linguaggio romanzato. Molti autori, o associazioni di indagine storica come per esempio “Il Circolo Culturale Gigliese”, hanno sempre proposto saggi e trattati storici. Certamente di buon gusto le antologie delle canzoni e del folklore, ma di scarso fascino per coloro che vedono nella lettura un momento di svago. Invece chi, di noi Gigliesi, non ha mai desiderato fare un viaggio nel passato? Da questa banale e scontata domanda che tutti, prima o poi, si fanno, Marcella Ansaldo è partita. Certo, “desidero andare a fare un viaggio nel passato”, si sarà detta l’autrice. “E vi racconto che cosa ho visto e le emozioni che ho vissuto”.

Quindi leggere il romanzo significa fare un viaggio negli anni trenta e visitare un “Giglio Porto” degli anni trenta-quaranta, attraverso le emozioni di una donna che dal passato non si è mai staccata. Tutti i Gigliesi hanno una storia particolarmente interessante nella loro famiglia, tutti, da bambini, hanno ricevuto insegnamenti riguardo una cultura rimasta al livello di descrizione orale. Le storie tramandate hanno colpito il personaggio, Lisa, che non ha mai capito quali emozioni avevano spinto le persone a commettere una “diseredità”, e, soprattutto, quali erano stati i motivi di certe scelte prese dai suoi lontani parenti. Il mare, la magia, che stà sommersa nei fondali azzurri, ha illuminato Lisa con le sue sciabole di luce proiettate sul soffitto della camera da letto, ed ha concesso alla donna di uscire dal suo tempo per “risolvere” ciò che la affligge. Ella “partirà” più volte e vivrà, in incognito, fra i parenti come inserviente e domestica. Là scoprirà …..



Conclusioni: Inizia un nuovo modo di scrivere sul Giglio, cioè fissare e registrare la storia dell’isola tramite il linguaggio romanzato che attinge spettatori dalle letture di svago.