Isola del Giglio - Storia

Neolitico

Uno studioso dell’Isola del Giglio, il Prof. Mario Brandaglia, ha condotto importantissimi studi sulla storia dell’Isola del Giglio. Dalle sue pubblicazioni si evince che la nostra isola fu abitata già nel Neolitico. Quindi nella notte dei tempi, alcune colonie di uomini approdarono su questa piccola isola. E’ stata fatta finalmente chiarezza sul lontano passato degli isolani dopo i ritrovamenti del Prof. Brandaglia. Addirittura sono state ricreate le modalità con cui questi uomini fabbricavano gli oggetti del loro vivere quotidiano. Vasellame, punte di frecce nonché asce sono state ritrovate nei punti dell’isola ove l’uomo creò i suoi primi nuclei abitativi. Ma quegli abitanti per ovvi motivi erano obbligati all’isolamento. Quando sul litorale si affermarono importanti civiltà, anche sull’Isola del Giglio avvennero importanti cambiamenti. Alcuni ritrovamenti testimoniano la presenza degli Etruschi. Ma gli eventi che impegnarono quegli abitatori non sono noti. Infatti era difficile che scrivani o artisti si dilungassero a fissare le memorie di una comunità così piccola.La vita sull’isola era difficile e quindi tutti erano impegnati ad allontanare fame e carestie.


Isola del Giglio - Storia

I Romani

Furono i Romani, e per la precisione la famiglia dei Domizi Enobarbi, a consegnare l’Isola del Giglio alla storia ed ai fasti costruendo una sontuosissima villa. Già in quell’epoca si comprese la bellezza delle sue limpide acque e la poesia delle sue insenature. Nacquero dei vivai per l’allevamento del pesce ed i primi acquedotti che conducevano in villa le dolci acque sorgive direttamente dalle spaccature del granito. Oggi tale villa è scomparsa, sepolta dalle costruzioni moderne e dagli alberghi. Ne fù costruita una analoga sull’Isola di Giannutri, risparmiata dalla speculazione edilizia. Nella chiesa parrocchiale di Giglio Castello si trova un capitello rovesciato; in piazza della Cisterna, sempre a Castello, si trova una testa di statua ancorata in una parete dal cemento; inoltre sono stati ritrovati relitti romani da trasporto nelle acque del giglio. Le navi romane che affondarono per colpa delle secche del Giglio testimoniano che non era solo la famiglia nobile ad abitare l’isola, ma una nutrita comunità che dapprima contribuì alla costruzione della villa, e poi si stabilì creando una felice e piccola comunità.